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Quanto accantonare per le tasse con la partita IVA.

La quota di ogni incasso da mettere da parte, per forfettario e ordinario semplificato con le regole del 2026, contributi INPS compresi, e perché il secondo anno costa quasi il doppio. Una stima indicativa, non consulenza fiscale.

Aggiornata il · 7 min di lettura

Stima indicativa, non è consulenza fiscale. Regole del 2026, una persona fisica senza altri redditi; per la tua situazione chiedi al commercialista.

Regime
Attività e contributi

Il coefficiente di redditività si sceglie ancora con il codice ATECO 2007 corrispondente al tuo.

Gestione INPS

Incassi

Compensi o ricavi, senza IVA.

Ogni incassoda mettere da parte

25%

circa 830 € al mese

Metti da parte il 25% di ogni incasso, circa 830 € al mese: 9.959 € nell’anno tra imposta e contributi.

Reddito: incassi × 67%
26.800 €
Contributi INPS
6.987 €
Imposta sostitutiva 15%
2.972 €
Totale dell’anno
9.959 €

L’imposta, anno per anno

Con gli stessi incassi ogni anno: saldo e acconti al 30 giugno e al 30 novembre.

AnnoGiugnoNovembreIn tutto
1° anno0 €0 €0 €
2° anno4.458 €1.486 €5.944 €
Dal 3°1.486 €1.486 €2.972 €

Con un’imposta di 2.972 € all’anno, nel secondo anno ne versi 5.944 €: il saldo del primo anno più gli acconti del secondo.

La regola: una quota di ogni incasso, subito

Il giorno in cui arriva un pagamento, sposta la quota delle tasse su un conto a parte. Così a giugno e a novembre i soldi ci sono, e non li hai spesi pensando che fossero tuoi.

La quota dipende da tre cose: il regime, la gestione INPS e quanto guadagni. Il calcolatore qui sopra dà una stima con le regole del 2026. Non è consulenza fiscale: la cifra giusta per te la sa il commercialista.

Nel regime forfettario

  • Chi può: ricavi o compensi dell’anno prima fino a 85.000 €. Se in un anno superi 100.000 €, esci dal regime subito, da quell’anno.
  • Il reddito non è la differenza tra incassi e spese: è una percentuale fissa degli incassi, il coefficiente di redditività del tuo gruppo di attività.
  • I contributi INPS versati nell’anno si tolgono dal reddito.
  • L’imposta sostitutiva è del 15% sul resto, e prende il posto di IRPEF, addizionali e IRAP. È del 5% per l’anno di inizio e i quattro successivi se nei tre anni prima non hai avuto un’attività, se la nuova attività non prosegue un lavoro precedente e, se rilevi l’attività di altri, se quella non superava 85.000 € di ricavi.
  • L’IVA non la addebiti in fattura, e non detrai quella che paghi.
Gruppo di attivitàCodici ATECO 2007Coefficiente
Industrie alimentari e delle bevande10, 1140%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio45, da 46.2 a 46.9, da 47.1 a 47.7, 47.940%
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande47.8140%
Servizi di alloggio e ristorazione55, 5640%
Commercio ambulante di altri prodotti47.82, 47.8954%
Intermediari del commercio46.162%
Altre attività economiche (anche informatica, editoria, servizi alle imprese)01-03, 05-09, 12-33, 35, 36-39, 49-53, 58-63, 77-82, 84, 90-9967%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione, servizi finanziari e assicurativi64-66, 69-75, 85, 86-8878%
Costruzioni e attività immobiliari41-43, 6886%

Con la classificazione ATECO 2025 i coefficienti non sono cambiati: in dichiarazione scrivi il codice nuovo, ma il coefficiente si sceglie con il codice ATECO 2007 corrispondente, finché non ne vengono approvati di nuovi.

I contributi INPS nel 2026

Gestione separataArtigiani e commercianti
Per chiProfessionisti senza una cassa propriaChi ha un’impresa artigiana o commerciale
Aliquota26,07% del reddito (24% se sei pensionato o già iscritto a un’altra forma obbligatoria)Artigiani 24%, commercianti 24,48% fino a 56.224 €; un punto in più oltre
MinimoNessun contributo fisso: sotto 18.808 € di reddito ti vengono accreditati meno di 12 mesiFisso sul minimale di 18.808 €: 4.521,36 € artigiani, 4.611,64 € commercianti, anche se guadagni meno
Massimale122.295 €122.295 € per chi è iscritto dal 1996
QuandoCon le imposte: saldo e acconti il 30 giugno e il 30 novembreIl fisso in quattro rate (18 maggio, 20 agosto, 16 novembre 2026, 16 febbraio 2027); la parte sopra il minimale con le imposte
ForfettariNessuna riduzioneRiduzione del 35% su domanda; se rinunci non puoi richiederla

Nel regime ordinario semplificato

  • Il reddito è la differenza tra incassi e spese deducibili, e i contributi versati si tolgono dal reddito.
  • L’IRPEF 2026 è a scaglioni: 23% fino a 28.000 €, 33% da 28.000 a 50.000 € (era il 35% fino al 2025), 43% oltre.
  • La detrazione per lavoro autonomo riduce l’imposta: 1.265 € fino a 5.500 € di reddito, poi scende fino a zero a 50.000 €. Il calcolatore la applica ai professionisti; per artigiani e commercianti, per prudenza, no.
  • Le addizionali regionale (base 1,23%, le Regioni la possono alzare) e comunale (la decide il Comune) dipendono da dove abiti: il calcolatore le stima al 2%.
  • L’IVA che incassi non è un ricavo: va versata. Tienila da parte a parte.

Perché il secondo anno si paga di più

Le imposte si pagano in due momenti: il 30 giugno il saldo dell’anno prima e il primo acconto dell’anno in corso, il 30 novembre il secondo acconto. Gli acconti, in tutto, sono il 100% dell’imposta dell’anno prima: per forfettari e soggetti agli ISA in due rate del 50%, per gli altri 40% e 60%.

  1. Primo anno

    Non c’è un’imposta dell’anno prima, quindi niente acconti. Sembra un anno leggero: non lo è, l’imposta la paghi l’anno dopo.

  2. Secondo anno

    A giugno il saldo di tutto il primo anno più metà dell’acconto del secondo; a novembre l’altra metà. Con un’imposta di 1.000 € all’anno: 1.500 € a giugno, 500 € a novembre, il doppio di un anno normale.

  3. Dal terzo anno

    Gli acconti pagati coprono il saldo: con incassi simili paghi circa l’imposta di un anno, metà a giugno e metà a novembre.

Anche i contributi della Gestione separata e la parte sopra il minimale di artigiani e commercianti si pagano a saldo e acconto, alle stesse scadenze, quindi il secondo anno pesa anche lì. Le scadenze possono slittare: nel 2026, per esempio, saldo e primo acconto di forfettari e soggetti agli ISA sono stati rinviati al 20 luglio. Se tra un anno e l’altro i tuoi incassi scendono, il commercialista può calcolare acconti più bassi con il metodo previsionale.

Le tasse dentro il budget

Domande

Quanto devo mettere da parte con il forfettario?

Dipende dal coefficiente della tua attività, dall’aliquota (5% o 15%) e dalla gestione INPS. Per un’attività con coefficiente del 67% in Gestione separata, con le regole del 2026, sono circa il 20% degli incassi al 5% e il 25% al 15%. Il calcolatore fa il conto con i tuoi numeri; il commercialista lo fa con la tua situazione.

Perché il secondo anno si paga di più?

Perché il primo anno non ci sono acconti: si calcolano sull’imposta dell’anno prima, che non c’era. Il secondo anno paghi il saldo del primo e, insieme, gli acconti del secondo: circa il doppio dell’imposta di un anno.

Quando si pagano le tasse nel forfettario?

Il 30 giugno il saldo dell’anno prima e il primo acconto, il 30 novembre il secondo acconto. Per i forfettari i due acconti sono di solito del 50% ciascuno. Le scadenze possono essere prorogate di anno in anno.

L’IVA va messa da parte?

Nel forfettario non la addebiti in fattura. Nell’ordinario sì: quella che incassi non è tua, va versata, quindi tienila da parte a parte, fuori da questo calcolo.

Fonti

Lette il 16 ottobre 2026. Le regole cambiano: controlla sempre con il commercialista e sulle pagine ufficiali.

Guarda i tuoi prossimi mesi.

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